Quando si parla di pasta ripiena in Italia è un po’ come discutere di calcio o meteo: ognuno ha un’opinione fortissima e nessuno vuole cedere. Tra le tante battaglie gastronomiche, quella che più divide le tavolate da nord a sud riguarda le differenze tra agnolotti e tortellini.
Si, perchè anche se potrebbero sembrare sinonimi o due modi diversi per chiamare la stessa pasta, non è affatto così. Agnolotti e tortellini hanno identità ben distinte: cambiano le origini, cambia la forma, cambia il ripieno e perfino il modo in cui vengono serviti. Insomma, non è solo una questione di Torino contro Bologna, sono proprio due mondi diversi, ognuno con la sua personalità.
E visto che entrambi meritano assolutamente di finire nel tuo piatto (con consapevolezza), ecco le 5 differenze tra agnolotti e tortellini.
LE ORIGINI
Gli agnolotti nascono in Piemonte già nel Medioevo come piatto per riciclare gli avanzi dell’arrosto domenicale. Il nome probabilmente deriva da Angiolino, un cuoco piemontese che inventò la ricetta per riciclare gli avanzi del brasato, o più probabilmente dal termine del dialetto piemontese ‘anulòt‘, uno strumento a forma di anello che veniva utilizzato per preparare gli agnolotti in casa.

I tortellini, invece, nascono in Emilia-Romagna e la loro storia è un po’ più….osè ! La leggenda racconta che un oste di Castelfranco Emilia spiò una donna bellissima dalla serratura della sua stanza e la tradizione l’associa addirittura alla dea Venere. Rimase folgorato dal suo ombelico perfetto a tal punto che decise di riprodurlo in pasta. Dici che ci è riuscito?
Storicamente, invece, la loro origine è legata alle ricche corti medievali dell’Emilia, dove le paste ripiene erano un modo lussuoso per celebrare pranzi importanti.

LA FORMA
Gli agnolotti torinesi sono quadrati. Simmetrici, ordinati, eleganti, perfetti per chi ama la precisione.
I tortellini bolognesi, invece, sono tondeggianti e arrotolati a formare un piccolo abbraccio di pasta intorno al ripieno, iconici e quasi sensuali. La forma è così importante che in Emilia esiste persino l’Accademia del Tortellino per insegnare le misure corrette. Il più piccolo misura 5 mm !
IL RIPIENO
Gli agnolotti puntano sulla sincerità: carne arrosto, verdure, uova e formaggio. Robustezza e sapore senza fronzoli. Il risultato è un ripieno compatto, saporito e robusto, con quella nota di brasato che ti fa sentire coccolato.
I tortellini, invece, sono lussuosi: prosciutto crudo, mortadella, lonza di maiale, parmigiano e noce moscata. Un’inno all’opulenza emiliana, una vera festa in bocca, perfetta per le domeniche di Natale o occasioni speciali.
IL CONDIMENTO
Gli agnolotti sono versatili: prediligono tradizionalmente burro e salvia, ma si servono anche con ragù o sugo d’arrosto. Adattano il loro carattere alle tue esigenze culinarie.


I tortellini, invece, si gustano rigorosamente in brodo di cappone o di gallina, caldo e profumato, oppure in crema di parmigiano. La panna? A un bolognese non devi nominarla nemmeno per scherzo !


CURIOSITA’
Non rientrano tra le differenze tra agnolotti e tortellini, ma vogliamo lasciarvi con un piccolo bonus: due curiosità che vale davvero la pena conoscere.
- Esiste la versione degli agnolotti “del plin”, più piccoli e rettangolari. Si chiamano così perché per chiuderli si fa un pizzicotto (‘plin‘ in dialetto piemontese) tra indice e pollice: è un gesto tradizionale che dà la forma caratteristica.
- ‘Affinché le tracce delle origini e delle tradizioni tipiche siano conservate e non si perdano nel tempo‘, la Confraternita del Tortellino ha depositato ufficialmente la ricetta tradizionale del tortellino presso la Camera di Commercio di Bologna. La puoi leggere qui!
E ora che conosci le differenze tra agnolotti e tortellini, dicci…tu da che parte stai? Ti leggiamo volentieri ♡
Angelo & Silvia
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